Ferruccio Parri, il Presidente "sconosciuto"

Se mai un Presidente del Consiglio italiano meritò la qualifica di galantuomo, questi fu Parri. Era timido nella vita quotidiana, sapeva essere intrepido nei frangenti pericolosi.

Indro Montanelli

Il nome di Ferruccio Parri non è famoso quanto quello di Alcide De Gasperi, di Enrico De Nicola o di un altro dei nostri Padri Costituenti, eppure il suo contributo è stato fondamentale per il nostro Paese, sia durante le due guerre mondiali sia nel periodo immediatamente successivo alla Liberazione.

Neanche quando è nominato Capo del primo Governo Italiano, dopo la Liberazione, il suo viso è conosciuto. Al suo arrivo a Roma in treno, notando una calca di giornalisti, chiede a uno di loro cosa stesse accadendo. Il giornalista risponde: “Non ci disturbi, stiamo attendendo il Presidente del Consiglio”

Ferruccio Parri nasce a Pinerolo nel 1890 e combatte nella prima guerra mondiale, ottenendo tre medaglie d’argento al valor militare, diverse onorificenze italiane e francesi e la promozione a Maggiore per meriti di guerra.

Nel 1926 organizza, insieme a Carlo Rosselli, Sandro Pertini e Adriano Olivetti, la fuga di Filippo Turati e dello stesso Pertini in motoscafo, da Savona verso la Francia: per questo atto Ferruccio Parri è condannato a 5 anni di confino per antifascismo, dopo aver subito un duro processo.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre diventa uno dei capi della Resistenza con il nome in codice “Maurizio”: il suo contributo, soprattutto sul fronte degli accordi con gli Alleati, è fondamentale. Dopo aver varcato il confine svizzero si incontra con Allen Dulles, il capo dei servizi segreti americani: questo incontro non produce nessun effetto immediato ma garantisce il riconoscimento dell’esercito partigiano, da parte degli Alleati, come forza di Liberazione nazionale ufficiale.

Diventa leader del Partito d’Azione nei territori occupati, mantenendo la carica fino al febbraio 1946.

Dopo la Liberazione e con la crisi del III governo Bonomi il suo nome è il punto d’incontro tra comunisti, socialisti e membri del Partito d’Azione: Ferruccio Parri diventa quindi il primo Presidente del Consiglio a capo di un governo istituito alla fine della seconda guerra mondiale. 

Nonostante il suo governo duri pochi mesi (giugno-dicembre 1945), il suo operato è fondamentale per l’Italia del dopoguerra: sono risanate le prime infrastrutture, grazie al risarcimento fatto dagli Stati Uniti per la loro occupazione del territorio. Inoltre il suo ministero delle Finanze, secondo alcuni storici, crea le basi per il “miracolo economico” degli anni Cinquanta e Sessanta. In ultimo, al governo Parri va il merito di aver istituito il Ministero per la Costituente, con il compito di porre le basi per la creazione dell’Assemblea Costituente.

Con la crisi del Partito d’Azione crea con Ugo La Malfa la Concentrazione Repubblicana, poi confluita nel Partito Repubblicano Italiano (PRI). In opposizione alla “legge truffa” esce dal PRI e fonda con Piero Calamandrei il movimento di Unità Popolare, che contribuisce al fallimento della stessa legge.

Nel 1963 il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat lo nomina senatore a vita. Muore a Roma nel 1981.

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