I firmatari della Costituzione - Alcide De Gasperi

Politica vuol dire realizzare. Alcide De Gasperi

Alcide De Gasperi nasce il 3 aprile 1881 a Pieve Tesino (Trento).
Alla sua nascita il territorio trentino appartiene ancora all'Impero austro-ungarico ed è proprio nella vita politica austriaca che il giovane De Gasperi inizia a muovere i primi passi di quella che fu una lunga e fortunata carriera politica. Durante gli studi a Innsbrück e Vienna è leader del movimento studentesco e protagonista delle lotte degli studenti trentini, che miravano a ottenere un'università in lingua italiana per le minoranze italofone del Tirolo e dell'impero.

Nel 1905 entra a far parte della redazione del giornale "Il Nuovo Trentino" e, divenutone il direttore, appoggia il movimento che auspicava la riannessione del Sud Tirolo all'Italia.
Dopo il passaggio del Trentino e dell'Alto Adige all'Italia continua l'attività politica nel Partito Italiano Popolare di don Luigi Sturzo. Diventa in breve tempo il presidente del partito ed è designato futuro successore di Sturzo.
Deciso avversario del fascismo, De Gasperi è imprigionato nel 1926 per la sua attività politica. È uno dei pochi leader popolari a non accettare accordi col regime benché fosse stato, nel 1922, favorevole alla partecipazione dei popolari al primo gabinetto Mussolini. Dopo l'omicidio Matteotti l'opposizione al regime e al suo Duce è ferma e risoluta: sarà comunque costretto a ritirarsi dalla vita politica attiva a seguito dello scioglimento del P.I.P. e a trovare rifugio dalle persecuzioni del regime all’interno delle biblioteche vaticane.
Durante la Seconda guerra mondiale De Gasperi contribuisce alla fondazione del partito della Democrazia Cristiana, che eredita le idee e l'esperienza del Partito Popolare di don Sturzo. Nel 1943 stila il documento programmatico della DC “Le idee ricostruttive della Democrazia Cristiana”.
Dopo il crollo della dittatura del Duce è nominato ministro senza portafoglio del nuovo governo. Ricopre la carica di ministro degli Esteri dal dicembre 1944 al dicembre 1945, quando forma un nuovo gabinetto. In qualità di presidente del consiglio, carica che manterrà fino al luglio del 1953, De Gasperi favorisce e guida una serie di coalizioni di governo, composte dal suo partito e da altre forze moderate del centro. Contribuisce all'uscita dell'Italia dall'isolamento internazionale, favorendo l'adesione al Patto Atlantico (NATO) e partecipando alle prime consultazioni che avrebbero condotto all'unificazione economica dell'Europa. Opera principale della politica degasperiana è proprio la politica estera e la creazione dell'embrione della futura UE. Lo statista trentino muore a Sella di Valsugana il 19 agosto 1954, appena un anno dopo l'abbandono della guida del governo, avvenuto a causa del fallimento della legge elettorale poi denominata legge truffa.
Ottiene due volte la copertina del magazine statunitense TIME (nel 1948 e nel 1953) ed è venerato dalla Chiesa Cattolica come Servo di Dio.

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