I giovani e la Costituzione: intervista a Paola Valente

Qual è il rapporto tra i giovani e la Costituzione? Cosa pensano i ragazzi di questo testo fondamentale che quest’anno ha compiuto 70 anni? In occasione delle celebrazioni del settantesimo anniversario della firma della nostra Carta Costituzionale la scrittrice e docente Paola Valente, autrice del libro per bambini “La casa di Nonna Italia”, dà la sua opinione sul delicato tema dell’educazione dei ragazzi alla Costituzione.

Secondo lei che percezione hanno i giovani della Costituzione?
I “giovani” è una categoria molto vasta e varia, suddivisibile, innanzitutto, in bambini, adolescenti e giovani adulti. Poi bisogna tenere conto delle diseguaglianze sociali di cui i giovani sono le vittime maggiori. Ricordo anche che ci sono molti giovani di origine non italiana provenienti da culture varie e diverse. Credo che, in genere, nei “giovani” ci sia una percezione astratta della Carta Costituzionale, ridotta più a materia di studio (laddove si studia) che a un insieme di valori con conseguenze pratiche, applicabili alla vita quotidiana. Del resto, di Costituzione si parla e si scrive soprattutto negli anniversari e in altre occasioni sporadiche, mentre essa dovrebbe essere resa viva e attuata ogni giorno.

Qual è il modo più efficace per rendere più comprensibile la nostra Carta?
La Costituzione, fra tanti pregi, ha anche quello di essere scritta in un linguaggio molto chiaro e comprensibile da tutti. Più che meglio comprensibile, dovrebbe essere resa più viva e più presente. Penso alle scuole pubbliche, nei cui ingressi e nelle aule potrebbero essere appesi gli articoli sul diritto allo studio e sulla libertà di insegnamento; agli studi dei medici di base e agli ospedali, che dovrebbero avere sulle pareti, ben evidenti, gli articoli sul diritto alla salute; ai tribunali dove dovrebbero essere riportati, oltre la dicitura “la legge è uguale per tutti”, il diritto costituzionale alla difesa e alla giustizia; ai parchi, alle strade, ai monumenti con cartelli o targhe che richiamino il rispetto del paesaggio sancito dalla Costituzione. In tutti i luoghi pubblici dovrebbe esserci il richiamo alla Costituzione e ai suoi articoli.

A quanti anni i ragazzi dovrebbero iniziare a studiarla?
Ho spesso presentato la Costituzione ai miei allievi di seconda elementare che hanno dimostrato comprensione e interesse. L’abolizione della storia contemporanea nella scuola primaria, (storia che si studia solo alla fine della terza media inferiore), tuttavia, non permette di contestualizzare la Carta con efficacia, ma comunque presentarla è pur sempre un primo passo. Spero che una riforma della scuola possa introdurre la conoscenza della Costituzione come condizione fondamentale per la formazione di cittadini consapevoli a partire dai piccoli della primaria, cosa che ora è più che altro lasciata all’iniziativa e alla buona volontà degli insegnanti.

In base alla sua esperienza, quali sono i temi e gli articoli della Costituzione che suscitano maggior interesse negli studenti?
I principi fondamentali, dall’articolo 1 all’articolo 12, suscitano molto interesse e dibattito tra gli allievi. In particolare, gli articoli 3 (pari dignità sociale e uguaglianza di fronte alla legge), 4 (diritto al lavoro), 8 (libertà di professare una religione), 9 ( promozione della cultura e tutela del paesaggio), 11 (dove si ripudia la guerra) sono quelli che gli studenti apprezzano e comprendono meglio perché li riguardano concretamente. Anche gli articoli 13, 14, 15, 16 e seguenti sulla libertà personale possono essere compresi immediatamente e apprezzati. Ovviamente comprensione e apprezzamento dipendono dall’età dei giovani e dalla loro educazione. La comprensione della seconda parte sull’ordinamento dello Stato potrebbe cominciare presto ed essere maggiormente incentivata. Iniziative come il Consiglio Comunale dei bambini, attuate da alcune amministrazioni locali, e le votazioni democratiche a scuola sono propedeutiche alla conoscenza della Carta da parte dei ragazzi e andrebbero diffuse il più possibile.

La scuola dovrebbe avere un ruolo maggiore nell’insegnamento della Costituzione e nel racconto delle vicende storico-politiche che hanno portato alla sua stesura?
La scuola fa quello che può con le risorse che ha. Prima di tutto, bisognerebbe avere insegnanti più preparati sul tema. Da quanto ne so, è molto raro che, tra gli innumerevoli corsi di aggiornamento proposti, ce ne siano che presentano la Costituzione e la sua contestualizzazione storico-sociale insieme ad attività efficaci per insegnarla, specialmente per quanto riguarda la scuola dell’obbligo.  Inoltre, in molti ordini di scuola, sono state tagliate le ore di storia e mancano quelle di educazione civica. Lo ripeto: molto è lasciato all’iniziativa degli insegnanti più sensibili.

Come possono contribuire le famiglie all’avvicinamento dei giovani ai valori propri della Carta Costituzionale?
Ci sono però scrittori per bambini e ragazzi che hanno raccontato con grande passione le vicende storiche che hanno portato alla nascita della Carta e sono riusciti, anche con filastrocche e poesie, a presentarla ai giovani. Questa letteratura, fruibile nelle librerie e nelle biblioteche, è fondamentale per aiutare gli insegnanti e le famiglie a far conoscere le basi del nostro Stato. Bisognerebbe che i genitori e gli insegnanti ritenessero indispensabile una cultura civica approfondita e sistematica, in cui diritti e doveri fossero conosciuti e applicati alla vita quotidiana, ma è necessario ricordare che “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Di conseguenza, è prima di tutto lo Stato che deve farsi carico della diffusione e della comprensione dei suoi fondamenti.

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