Il Viaggio della Costituzione visto con occhi stranieri

Gli studenti stranieri della Comunità di Sant’Egidio, accompagnati dal prof. Paolo Borruso, hanno fatto visita alla tappa romana del Viaggio della Costituzione. Tutti loro sono rimasti positivamente colpiti dai 12 Principi fondamentali e dai valori di cui la nostra Carta è portatrice, tanto da aver dato vita a una discussione sulla Costituzione dal punto di vista di uno straniero.

Dal punto di vista espositivo l’allestimento della mostra li ha particolarmente colpiti poiché semplice ed efficace, con ogni principio esposto in maniera chiara; anche i brevi commenti sotto ogni articolo aiutano a sviluppare una riflessione sui diversi temi.

Il linguaggio semplice della Costituzione è stato un altro fattore che li ha interessati: il prof. Borruso ha quindi spiegato loro che si tratta di un testo pensato per essere comprensibile da tutti, in particolare nell’Italia appena uscita dalle seconda guerra mondiale, dove buona parte della popolazione era ancora analfabeta.

Dei 12 principi fondamentali, quelli che hanno destato maggiore interesse sono stati l’articolo 1, per il riferimento al lavoro come diritto di tutti e alla sovranità del popolo, artefice del proprio futuro. Anche la serie di articoli 3, 5, 6, 7 e 8 sono stati fonte di una costruttiva discussione tra gli studenti, in virtù del loro affermare la tutela dell’unità del paese attraverso la concessione di autonomie regionali e di altri principi importanti considerati diritti inviolabili come la pari dignità umana, la tutela delle minoranze linguistiche e di tutte le confessioni religiose. Queste tematiche hanno sollecitato attente valutazioni sulla condizione dei loro paesi di provenienza, dove spesso manca il senso dell’inviolabilità dei diritti, la libertà religiosa, l’attenzione per la dignità della persona umana, e soprattutto delle donne.

Anche la regolamentazione dei rapporti con la Chiesa cattolica esprime, per diversi studenti, un principio importante, soprattutto in relazione alla figura di Papa Francesco, che rappresenta un riferimento per molti di loro.

Gli articoli 10 e 11 sono stati considerati particolarmente importanti, perché nel primo si parla espressamente di “stranieri” e di “diritto d’asilo”, nel secondo di “ripudio della guerra come strumento di offesa e di risoluzione delle controversie”: a questo proposito, l’articolo 11 è stato definito una “nobile legge umanitaria”, che necessita della politica estera come strumento di relazioni tra i popoli e gli Stati.

Gli articoli 2, 3, 10 e 11 sono quelli, secondo loro, più attuali: rispondono infatti al bisogno di solidarietà in un’epoca in cui il razzismo è un problema sempre più dilagante. I testi degli articoli 10 e 11, in particolare, toccano nel vivo la loro esperienza di migranti o rifugiati, provenienti da aree di conflitto come l’Ucraina o segnate da violenza diffusa come il Messico, El Salvador, la Colombia; soprattutto, li ha colpiti il fatto che se ne parli in un documento fondamentale dello Stato, una cosa evidentemente non scontata.

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