Le donne dell'Assemblea Costituente - Adele Bei

Con il voto del 2 giugno 1946 per il referendum istituzionale e per l’elezione dell’Assemblea Costituente, molte donne entrano per la prima volta in Parlamento. Su 556 deputati eletti, infatti, 21 sono donne: 9 della Democrazia Cristiana, 9 del Partito Comunista, 2 del Partito Socialista e 1 del Fronte dell’Uomo Qualunque.

Ma chi sono queste donne? Qual è la loro storia? In occasione del Viaggio della Costituzione, iniziamo un excursus storico sui 21 profili delle “Madri della Costituzione”, a partire da Adele Bei.

Adele Bei nasce a Cantiano, in provincia di Pesaro, il 4 maggio 1904. Casalinga, nel 1925 entra a far parte del Partito comunista. Dopo aver fatto la spola tra l’Italia e la Francia per prendere i contatti con i compagni espatriati, è arrestata nel 1933 e processata nel 1934 dal Tribunale speciale, per poi essere condannata a 18 anni di reclusione nel carcere femminile di Perugia. Con la caduta di Mussolini, Adele Bei viene scarcerata e, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, partecipa alla lotta partigiana romana. È designata dalla CGIL come membro della Consulta Nazionale del Regno d’Italia, un’assemblea legislativa provvisoria, per poi essere eletta all’Assemblea Costituente. Successivamente viene eletta alla Camera dei Deputati e poi al Senato della Repubblica. Muore a Roma il 15 ottobre 1976.

 

“Non pensate alla mia famiglia. Qualcuno provvederà. Pensate invece ai milioni di bambini che per colpa vostra stanno soffrendo la fame in Italia”.

               (La risposta di Adele Bei ai giudici del Tribunale speciale che le ricordavano dei figli lasciati in Francia)

Sala Stampa

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