Le donne dell'Assemblea Costituente - Angela Guidi Cingolani

Angela Maria Guidi nasce a Roma il 31 ottobre 1896 in una famiglia della borghesia cattolica romana. Studia presso l’Istituto delle suore dorotee al Gianicolo e inizia a interessarsi al mondo dell’associazionismo femminile cattolico. Con lo scoppio della Prima guerra mondiale inizia la sua opera di assistenza nel Circolo di S. Pietro, storico gruppo di azione al servizio dei poveri, attività che le vale la medaglia di bronzo del Comune di Roma. Sin dal primo dopoguerra la Guidi inizia a occuparsi della valorizzazione del lavoro femminile all’interno delle cooperazioni. Nel 1921 fonda il Comitato centrale per la cooperazione e il lavoro femminile, legato all'Azione cattolica, e mette insieme più di cinquecento tra scuole di avviamento al lavoro, laboratori, cooperative e scuole di lavoro femminile per le orfane di guerra. Si interessa  poi di artigianato e della questione del lavoro a domicilio, di cui evidenzia le difficoltà e il bisogno di una regolamentazione, unendo a tutto questo l’attività giornalistica, che porta avanti attraverso le collaborazioni con il Corriere d’Italia, Il Popolo, l’Avvenire d’Italia.

Dal 1930 è a Friburgo in qualità di Consigliera nazionale e delegata per le questioni sociali nell’Opera Internazionale della protezione della giovane, con sede nella stessa città tedesca e, sempre in quell’anno, le viene commissionata dal ministero delle Corporazioni un’inchiesta sul lavoro femminile in Italia, la cui relazione da lei redatta non sarà mai pubblicata poiché i risultati non corrispondevano alla linea politica del regime fascista. Anche per questo nel 1931 preferì trasferirsi a Ginevra, dove rimase un anno presso il Bit (Bureau international du travail) come osservatrice e tenendovi anche un corso.  Nel 1938 è eletta vicepresidente del Congresso Internazionale femminile in Svizzera.
Durante il fascismo partecipa alle riunioni clandestine dei popolari dove conosce Mario Cingolani, esponente dell’Azione cattolica, ex parlamentare del Ppi e figura di spicco della futura Democrazia Cristiana con cui divenne membro dell’Assemblea Costituente nel 1946 e presidente del comitato direttivo del gruppo dei senatori nella prima legislatura. I due si sposano nel 1935 e hanno un figlio, Mario. Insieme al marito, la Guidi è un punto di riferimento per gli antifascisti cattolici romani, ed entrambi partecipano all'attività della direzione clandestina della DC, ospitando nella loro casa il Comitato di Liberazione Nazionale. In questo periodo, a guerra iniziata, riprende gli studi, laureandosi all'Istituto orientale di Napoli in lingue e letterature slave. Nel 1944 è l’unica donna eletta al primo Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana, mentre nel 1945 è nominata membro della Consulta Nazionale insieme ad altre dodici donne. Il suo discorso del 1° ottobre è il primo intervento di una donna a Montecitorio:

Colleghi Consultori nel vostro applauso ravviso un saluto per la donna che per la prima volta parla in quest’aula. Non un applauso dunque per la mia persona ma per me quale rappresentante delle donne italiane che ora, per la prima volta, partecipano alla vita politica del Paese. Ardisco pensare di poter esprimere il sentimento, i propositi e le speranze di tanta parte di donne italiane. Credo proprio di interpretare il pensiero di tutte noi Consultrici invitandovi a considerarci non come rappresentanti del solito sesso debole e gentile, oggetto di formali galanterie e di cavalleria di altri tempi, ma pregandovi di valutarci come espressione rappresentativa di quella metà del popolo italiano che ha pur qualcosa da dire, che ha lavorato con voi, con voi ha sofferto, ha resistito, ha combattuto, con voi ha vinto e ora con voi lotta per una democrazia che sia libertà politica, giustizia sociale, elevazione morale.

Nel 1946 è una delle ventuno donne elette all’Assemblea Costituente. Sarà poi rieletta con la DC alle elezioni del 1948 e nel 1951 è designata sottosegretario all'Artigianato nel ministero dell'Industria e Commercio del settimo governo De Gasperi, prima donna a partecipare a un governo in Italia. Nel 1953 non è rieletta deputato, ma per i successivi dieci anni si occupa dell’amministrazione di Palestrina, città di cui è diventata sindaco. Per la sua attività politica nel 1986 la Guidi Cingolani riceve dal presidente del Senato Amintore Fanfani la medaglia d’oro al merito, in una cerimonia tenuta a Palestrina alla presenza del sindaco Nazareno Dolce. Muore l’11 luglio 1991 a Roma.

Sala Stampa

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