Le donne dell'Assemblea Costituente - Filomena Delli Castelli

Sono nata che piovevano le bombe della grande guerra, il secondo conflitto mondiale l’ho vissuto in un’età da ricordarlo bene, ora non voglio vivere un altro orrore simile o peggiore. E allora guardo a questa povera Europa che non mette radici, che non trova identità, e crede che la democrazia sia acquisita e forte, invece va tutelata.

Filomena Delli Castelli nasce nel 1916 a Città Sant’Angelo (PE) in una famiglia modesta. Dopo il diploma magistrale inizia a insegnare per pagarsi gli studi alla facoltà di Lettere dell’Università Cattolica di Milano: in questo stesso periodo è già attiva nell’Azione Cattolica e, una volta conseguita la laurea, entra nelle fila della Democrazia Cristiana, fonda una sezione del partito e ne diventa Segretaria Provinciale della sezione femminile. Dopo gli spostamenti prima a Milano e poi a Roma insieme alla madre, ritorna in Abruzzo, nella cittadina di Montesilvano.
La sua fama di oratrice ai comizi e il suo ruolo di Segretaria Provinciale attirano le attenzioni del dirigente della Democrazia Cristiana Mario Cingolani, il quale la convince a tornare a Roma per seguire ili. La moglie di Cingolani, Angela Maria Guidi Cingolani, la individua ben presto come una candidata ideale per l’Assemblea Costituente: la campagna elettorale è lunga e faticosa, soprattutto a causa degli attacchi feroci da parte dei candidati avversari. In prima linea per il voto alle donne, inizia una campagna porta a porta in cui spiega alle altre donne le modalità del voto e l’importanza del diritto appena acquisito.
Con il Referendum Istituzionale del 2 giugno 1946 Filomena Delli Castelli, a soli 30 anni e con 27 mila voti di preferenza, è eletta tra le 21 donne Costituenti nel collegio dell’Aquila per essere poi rieletta nel 1948 e nel 1953 alla Camera dei Deputati. Il suo valore, la giovane età e la preparazione le valsero i riconoscimenti di molti colleghi parlamentari, tanto da esser divenuti celebri i tentativi compiuti da Nilde Iotti e Concetto Marchesi per averla nel loro partito. Dopo una sconfitta elettorale lavora quindi all’Istituto Luce per poi rientrare in politica nel 1954, rimanendo parlamentare fino al 1958. Dal 1951 al 1955 è anche sindaco di Montesilvano, cittadina in cui realizza opere importanti come l’assestamento della rete idrica per garantire l’accesso all’acqua potabile a tutti i cittadini e la realizzazione di numerose strade. Abbandonata la politica attiva si dedica alla tv dei ragazzi in RAI fino al 1975 e successivamente al volontariato.
Morirà il 22 dicembre 2010 a Pescara a 94 anni, dopo aver fatto parte del Comitato d’Onore per le celebrazioni del 60° anniversario dell’Assemblea Costituente istituito nella XIV legislatura (2001/2006).

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