Le donne dell'Assemblea Costituente - Nadia Gallico Spano

Figlia di emigrati italiani residenti in Tunisia dalla seconda metà dell’Ottocento, Nadia Gallico nasce a Tunisi nel pieno della Prima guerra mondiale il 2 giugno 1916. Fin da ragazza si interessa alla politica e si iscrive al Partito Comunista insieme ai fratelli Diana, Loris e Ruggero.
Alla vigilia della Seconda guerra mondiale sposa il comunista e rivoluzionario sardo Velio Spano, ricercato in tutta Europa per le sue posizioni antifasciste, e inviato a Tunisi dal PCI per promuovere le azioni contro Mussolini. La Tunisi di quegli anni è una città multietnica, dove convivono italiani e francesi, maltesi, ebrei e musulmani, reduci della guerra civile spagnola, comunisti e gollisti, cattolici e liberi pensatori: in questo clima Nadia Gallico e Velio Spano combattono nella clandestinità e offrono un rifugio sicuro ai perseguitati politici.
Nel gennaio del 1944 Nadia raggiunge a Napoli il marito, che vi si trova dall’ottobre del 1943. Due anni dopo, mentre ancora imperversa la guerra, è inviata dal partito in Sardegna con lo scopo di fondare le sezioni femminili del PCI. A seguito dell’avvenuta Liberazione della Capitale lavora per la federazione comunista romana e si occupa in particolare dei problemi delle donne che vivono ai margini della società, nei quartieri periferici e nelle borgate. La sua attività non passa inosservata: con il referendum istituzionale del 2 giugno 1946, giorno del suo trentesimo compleanno, Nadia Gallico Spano è eletta all’Assemblea Costituente nelle liste del Partito Comunista. In quegli anni partecipa all’organizzazione, in collaborazione con il Comune di Roma e con la Croce Rossa, di quelli che saranno poi ribattezzati i “treni della felicità”, ovvero convogli che trasportano 70 mila bambini meridionali dalle zone più colpite dalla guerra verso le province del Nord, dove famiglie generose li accolgono, nutrono ed educano come figli propri.
Anche il marito è eletto alla Costituente: la loro vita è fatta di incontri sugli aerei tra una riunione politica e l’altra, tra comizi e viaggi oltreoceano. Conclusa l’esperienza in Aula, dove è rimasta per circa dieci anni, Nadia Gallico Spano continua a militare nel PCI assumendo diversi incarichi istituzionali a Roma. Inoltre, su incarico della Sezione Esteri, si occupa delle relazioni del PCI con Paesi e movimenti del terzo mondo come il Vietnam, il Sud Africa, l’Africa subsahariana e i Paesi arabi. Nel 1964 muore Velio Spano: nonostante il dolore per la perdita, Nadia Gallico non si ferma e continua il suo lavoro a sostegno del prossimo. Gli ultimi anni della sua vita la vedono impegnata in un’attività di divulgazione dei valori della Costituzione nelle scuole italiane. Muore a Roma il 19 gennaio 2006.

Sala Stampa

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