Le origini del Tricolore

Nel vocabolario italiano la parola “bandiera” è così definita:

Drappo, generalmente di lana leggera, di varia forma e dimensione, di un solo colore o a più colori disposti verticalmente o a strisce orizzontali, e attaccato a un’asta o all’albero della nave su cui viene innalzato*.

Anche l’articolo 12 della nostra Costituzione offre una definizione didascalica di come è composto il vessillo della Repubblica italiana:

La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

Ma perché i Principi Fondamentali della Costituzione si concludono con questo articolo? La risposta è semplice: per i nostri Padri Costituenti le caratteristiche della bandiera rappresentavano un Principio Fondamentale poiché erano il simbolo dell’identificazione e dell’unità nazionale. Proprio per questo motivo i colori richiamano quelli del vessillo risorgimentale, i cui valori sono stati rinnovati in occasione della lotta partigiana.

Strutturalmente il tricolore si ispira alla bandiera francese, nata con la Rivoluzione del 1789. Gli influssi dei moti francesi arrivarono anche in Italia e lo stesso anno fanno la loro comparsa nello Stato Pontificio delle coccarde con il verde, il bianco e il rosso.

Le origini della bandiera risalgono al 1796, anno di nascita della Repubblica Cispadana, comprendente parte dell’attuale Emilia-Romagna, tra cui i territori di Reggio Emilia, Bologna, Ferrara e Modena. In occasione di un’assemblea tenutasi in una delle sale del municipio di Reggio Emilia – poi ribattezzata Sala del Tricolore – è approvata la carta costituzionale della Repubblica. Nei giorni successivi sono ufficializzati molti provvedimenti e fatte molte proposte: tra tutte spicca quella di Giuseppe Compagnoni di indicare il tricolore, già utilizzato dai patrioti e dai soldati italiani durante la Prima campagna d’Italia di Napoleone, come vessillo per la neonata repubblica. Il decreto recita

[...] 7 gennaio 1797, ore 11. Sala Patriottica. Gli intervenuti sono 100, deputati delle popolazioni di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia. Giuseppe Compagnoni di Lugo fa mozione che si renda Universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di tre colori, Verde, Bianco e Rosso e che questi tre colori, Verde, Bianco e Rosso, si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti. Vien decretato. [...]

Bisognerà attendere la fine della Seconda guerra mondiale per assistere a un’affermazione vera e propria del tricolore: scomparirà infatti con la Restaurazione per fare la sua ricomparsa con la proclamazione del Regno d’Italia, dove allo stendardo verde, bianco e rosso sarà aggiunto lo stemma della corona reale sabauda.
La sua ufficialità come bandiera sarà infine sancita il 27 dicembre del 1947 con la promulgazione della nostra Costituzione.

Esposto nelle commemorazioni ufficiali, celebrato in occasione di manifestazioni sportive, il tricolore è ormai una parte fondamentale della nostra cultura e delle nostre tradizioni.

*fonte: Treccani

Sala Stampa

13/12/2018

La mostra itinerante, che ha portato la Carta...

21/11/2018

In occasione del 70° Anniversario della...

14/11/2018

La mostra itinerante, promossa dalla...

Per le Scuole

Sei un docente di scuola primaria o secondaria? Scrivici per ricevere tutte le informazioni sulla mostra della tua città!