Storia di Anna Nasi, il volto della Repubblica

La celebre foto, scattata da Federico Patellani, ritrae una ragazza sorridente che fa capolino dalla prima pagina del Corriere della Sera e annuncia la proclamazione della Repubblica, nel giugno del 1946.

Questa foto è utilizzata ovunque, dai libri di scuola alle cartoline, dalle mostre alle manifestazioni politiche. Il motivo risiede nel fatto che quel volto esprime tutta la gioia derivante dalla fine di un periodo oscuro e dalle prospettive di un futuro ricco di speranza.

Il fatto che la ragazza sia rimasta a lungo anonima ha certamente contribuito ad accrescere il fascino di quella foto. Il mistero rimane irrisolto per anni, fino a quando il giornalista Mario Tedeschini Lalli non si chiede: “Ma chi è il volto della Repubblica Italiana?”.

Quel “crowdsourcing intorno a un sorriso” porta alla fine a un risultato: qualcuno legge l’articolo e scrive una mail al giornalista in cui rivela che la ragazza divenuta simbolo della Repubblica è Anna Iberti, futura moglie di Franco Nasi, giornalista del Giorno.

L’iconica foto viene pubblicata per la prima volta il 15 giugno 1946 sulla copertina del numero 22 del Tempo, settimanale che si ispirava all’americano Life e che si proponeva come via di mezzo tra le notizie “alte” – le cronache sociali e politiche – e le notizie “basse” di costume.

Nei 41 provini a contatto, conservati nell’archivio Patellani del Museo della Fotografia contemporanea di Cinisello Balsamo, si possono vedere le diverse pose della ragazza, probabilmente suggerite dal fotogiornalista. Ma chi era Anna?

All’epoca in cui la foto è stata scattata, Anna Nasi è ancora Anna Iberti, ha 24 anni e lavora come impiegata amministrativa per il quotidiano socialista Avanti!. Presso lo stesso giornale, lavora come cronista Franco Nasi; probabilmente galeotta è la scissione della corrente socialdemocratica del PSI dalla maggioranza, che porta a una divisione all’interno della redazione dell’Avanti! e alla fondazione, nel 1947, del giornale L’Umanità, che darà voce a quella corrente. Anna e Franco si ritrovano nella stessa redazione e, due anni dopo, convolano a nozze.

Una vita normale, quella di Anna, in cui ogni tanto riaffiora il ricordo e l’orgoglio di essere stata ed essere ancora un simbolo. Sono le due figlie, Gabriella e Manuela, a raccontare la storia al giornalista Mario Tedeschini Lalli il quale, grazie anche alla collaborazione di Aldo Patellani, figlio dell’autore della foto, ricostruisce tutta la storia.

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