I firmatari della Costituzione - Umberto Terracini

Nato a Genova nel 1895 da una famiglia di ebrei di origine piemontese, Umberto Terracini entra in politica molto giovane. Nel 1911 si iscrive al Fascio socialista giovanile di Torino: vorace lettore e studioso di temi politici, inizia a esercitare il suo pensiero critico, tenendo comizi contro la guerra di Libia ai militanti operai del movimento. Nel 1913 si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Torino: iniziata la Prima guerra mondiale, nel 1916 tiene un comizio pacifista che lo porta all’arresto e alla condanna a un mese di carcere, dal quale esce solo per essere poi arruolato come soldato semplice. Finita la guerra si laurea e inizia il praticantato presso uno studio legale. A ventisei anni è il fondatore, insieme ad Angelo Tasca, Antonio Gramsci e Palmiro Togliatti, del settimanale “L’Ordine Nuovo” (1919): se inizialmente il giornale doveva trattare di cultura socialista, in seguito emergerà il desiderio da parte di Togliatti e Terracini di renderla una rivista in grado di scavare nello spirito rivoluzionario italiano, posizione poi condivisa da Lenin. Questo porterà a uno scontro all’interno del PSI, dove Amedeo Bordiga auspicava la costituzione di una sezione italiana dell’Internazionale comunista, in contrasto con chi invece avrebbe preferito mantenere unito il partito. Le divisioni nel partito culmineranno il 21 gennaio 1921 con la fondazione, a Livorno, del Partito Comunista d’Italia. Lo stesso anno partecipa al III Congresso dell’Internazionale a Mosca e pronuncia un accorato intervento in contrasto con la linea allora morbida del partito. Lo stesso Lenin, prima di salire sul palco, replicherà con una pacca sulla spalla e l’invito ad avere “Plus de souplesse, camerade Terracini!” (“Più duttilità, compagno Terracini!).
Nel 1929, ormai designato erede di Lenin, Stalin lancia la teoria del “socialfascismo”, secondo cui la socialdemocrazia europea debba essere identificata con il fascismo e quindi essere combattuta. Terracini, in carcere da quattro anni dopo essere stato arrestato per antifascismo, è contrario a questa linea, così come sarà contrario al Patto Molotov-Ribbentrop, il patto di non belligeranza tra la Russia stalinista e la Germania nazista. Nel 1943, dopo aver scontato 11 anni di carcere dei 22 a cui era stato condannato dal Tribunale Speciale fascista, è liberato dai partigiani ed eletto segretario generale della Giunta provvisoria di Governo della Repubblica partigiana dell’Ossola.
Nel 1946 è eletto deputato e vicepresidente dell’Assemblea Costituente, di cui poi assumerà la Presidenza un anno dopo, in seguito alle dimissioni di Giuseppe Saragat. Sarà quindi uno dei firmatari della Costituzione insieme al Capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola e al Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi.
Nel 1948 è costretto a convolare a nozze con l’attrice Maria Laura Rocca, con la quale ha una relazione, nonostante la Rocca sia sposata e con un figlio: legalizzata l’unione, Terracini ne adotta il figlio.
In seguito resta alla Camera dei deputati fino alla morte, nel 1983.

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