"Otto minuti per firmare la Costituzione" di Vittorio Gorresio

Vittorio Gorresio (Modena, 18 luglio 1910 – Roma, 17 dicembre 1982) è stato un giornalista e saggista italiano.

Tre giorni dopo l’entrata in vigore della Carta Costituzionale Gorresio scrive un articolo, poi pubblicato su “L’Europeo”, che racconta il momento esatto in cui Enrico De Nicola, Umberto Terracini e Alcide De Gasperi firmano la Costituzione. L’articolo si sofferma curiosamente sugli spazi della sala e sull’abbigliamento dei tre uomini.

Da “L’Europeo” del 4 gennaio 1948:

Sabato 27 dicembre il presidente Enrico De Nicola ha firmato tre esemplari della Costituzione nella saletta della biblioteca privata in Palazzo Giustiniani: otto minuti precisi, dalle 17.05 alle 17.13, presenti un centinaio di persone. Non tutti e cento hanno assistito all’atto formale, poiché la maggior parte era rimasta trattenuta in una sala vicina, chiamata degli Specchi, che comunica attraverso una scaletta con la biblioteca privata. Nella biblioteca erano stati ammessi soltanto i ministri, un gruppo di giornalisti e alcuni fotografi. I giornalisti erano stati fatti salire in una breve galleria che occupa due lati della saletta; i fotografi restarono in basso, sulla sinistra, i ministri furono fatti entrare dalla porta di fondo e si schierarono lungo il lato destro. Primo a entrare, alle 17.04, è stato Luigi Einaudi, vicepresidente anziano del Consiglio, seguito dai due nuovi vicepresidenti, Randolfo Pacciardi e Giuseppe Saragat. Tutti e tré si sono presentati vestiti molto correttamente in blu marino: Einaudi aveva una cravatta nera, gli altri due cravatte fantasia ma a fondo scuro e con disegni classici. Soltanto Saragat, che è freddoloso, mostrava un orlo di pullover grigio chiaro tra il nodo della cravatta e i risvolti del bavero. Gli altri ministri seguivano in frotta e si disposero secondo un approssimativo ordine di precedenza, a partire dal tavolo del presidente verso la porta d’ingresso. Il ministro dei Lavori pubblici, Umberto Tupini, ruppe invece la consegna della correttezza andandosi a collocare a sinistra di Einaudi, come primo cioè, occupando un posto che non gli spettava. Per di più, essendo unico ministro in abito color nocciola e in scarpe giallo mandarino, la sua presenza si notava maggiormente e ad aggravarla contribuiva la sua loquacità durante il tempo dell’attesa. Mario Scelba aveva la cravatta rosso vino, Cipriano Facchinetti era il solo con cravatta a fiocchetto; Umberto Terracini, che entrò al seguito di De Nicola con Aloide De Gasperi, il solo che portasse all’occhiello un distintivo di un partito. De Gasperi era in giacchetta nera e pantaloni a righe (e, come lui, soltanto Cesare Merzagora era arrivato a una così elegante correttezza), mentre il presidente De Nicola in doppio petto blu aveva una cravatta di raso nero.

Sala Stampa

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